La Spal prima prova del nuovo Treviso

Articolo tratto da “La Tribuna di Treviso”, 14 agosto 1981

(…) Frattanto sono a buon punto i lavori di sistemazione del fondo del “Tenni”, anche se lo stadio sarà disponibile non prima dell’avvio del campionato, probabilmente in occasione della seconda partita, dal momento che la società di piazza dei Signori ha chiesto di cominciare con una trasferta. Ieri abbiamo fatto il punto della situazione con l’architetto paesaggista Ferrante Gorian, che dirige i lavori per conto dell’impresa Vivai al Tagliamento. “Il campo assorbe egregiamente l’acqua – spiega il professionista, che è anche un appassionato tifoso del Treviso -Occorre avere ancora un po’ di pazienza, perché l’erba ha bisogno di tempo per svilupparsi. Posso dire con certezza che il Treviso, per il prossimo campionato, avrà a disposizione un campo particolarmente soffice, sul quale sarà possibile continuare a giocare per tre campionati consecutivi, a condizione che vengano effettuati interventi periodici di assestamento”. L’Arch. Gorian ha anche espresso un giudizio sul nuovo Treviso: “Se Mansi ha il coraggio di tenere Cozzella, i biancocelesti possono andare in serie B. La squadra dovrebbe essere stata sistemata in difesa, il punto interrogativo riguarda l’attacco. Se il Treviso disputa un campionato di vertice, torneremo a vedere lo stadio pieno di tifosi e di entusiasmo”.

CRONACA DI SUMMAGA – La suggestiva cornice di verde dà maggior risalto all’abbazia

Articolo tratto da “IL POPOLO”, 20 maggio 1973

Da tempo il Consiglio di amministrazione della chiesa stava dibattendo il problema di incorniciare di verde l’abbazia che sorge spoglia e nuda sulla piccola altura dinanzi al Reghena. Pure l’opinione pubblica, informata della prospettiva di alberare questa zona, si era espressa favorevolmente. La Soprintendenza alle belle arti ha dato il suo benestare con qualche osservazione al progetto redatto dall’arch. Gorian.

I criteri scelti per dare una cornice di verde all’antico edificio sono i seguenti: a monumento antico, piante classiche; nel viale d’acceso cipressi raggruppati a distanza ineguale; sulla destra del piazzale della chiesa due olivi e un cipresso; sul lato sud-est della chiesa due pinus pinea e un cipresso, sulla scarpata verso la campagna un altro piccolo assembramento di cipressi; davanti alla sacrestia due osmanthus. Cipresso e alloro saranno posti per separare otticamente la fabbrica antica dalla costruzione recente; dietro la sacrestia e lungo le mura allori e cipressi; verso la canonica due pioppi cipressini allo scopo di dilatare il verde oltre i limiti strettissimi della chiesa, contro l’autorimessa e tra questa e la statale n.53 due pioppi bianchi a chioma espansa e un cipressino per dissimulare parzialmente un tipo di costruzione che non è molto pertinente con l’abbazia.

Gli elementi verdi non sono molti, ma essenziali per dare e tono e sapore i monumentalità. Le dimensioni delle piante sono notevoli, per cui il risultato è stato subito valido e il paesaggio ha mutato da un giorno all’altro. I visitatori si sono compiaciuti per la realizzazione che ha dato un nuovo suggestivo tono alla nostra chiesa.