L’ uso delle piante erbacee perenni nell’architettura moderna dei giardini – 2

di Ferrante Gorian – 2 agosto 1952

Stabilito quello che abbiamo scritto nel numero precedente, possiamo cominciare oggi la nostra esposizione dicendo che le P.P. si usarono e applicarono già nel Medioevo come piante aromatiche e medicinali, e in quel senso furono coltivate. Solo centinaia e centinaia di anni più tardi i nostri nonni hanno scoperto che la fioritura e il profumo, la forma e la statura di queste piante erano interessanti. Dai giardini medievali furono introdotte nei giardini barocchi e paesaggista. Le forme fruticose e arbustive furono usate nel giardino barocco, specialmente in bidoni, vasi, giare, ecc.

Negli ultimi decenni le P.P., cresciute per numero, genere, varietà e specie, sono arrivate ad essere, dopo un lungo periodo di dimenticanza, uno degli elementi più essenziali del nuovo giardino.

Corrispondono in tale misura alla sensibilità di oggi, che hanno assunto una parte determinante nella nuova concezione del giardino. Si era creato anche questo nuovo pericolo:la P.P.da fiore ha preso un’ influenza tanto predominante nella costruzione dell’insieme del giardino, che la proporzione tra l’importanza del materiale e la concezione dell’ambiente è riuscita a pendere in favore della P.P. come a dire in favore di un solo fattore della costruzione.

La P.P.ci ha portato qualcosa di importanza incalcolabile: ha svegliato l’interesse e la passione del padrone per la pianta e. di conseguenza, per il giardino.

Noi siamo ancora nell’infanzia dell’uso delle P.P., che con le varietà delle loro forme,  più specificatamente dei loro colori, per la diversità delle epoche di fioritura, che permettono in maniera speciale di dare una tonalità  ai nostri giardini, fa aumentare senza fine,  per i costruttori di giardini, le possibilità di espressione, mettendo nelle mani del progettista un materiale di costruzione talmente vario, che può soddisfare le richieste più esigenti.

Anche nei giardini più piccoli si possono ottenere buoni risultati con le P.P. Il loro ciclo vitale,che dura anni, e il loro forte attecchimento nel giardino, danno loro quell’aspetto indefinito, naturale, che le altre piante in vaso e di fioritura stagionale che cambia continuamente, non potrebbero mai ottenere.

Come con le sette note musicali e relative alterazioni, il musicista riesce a creare un numero infinito di composizioni, così con le piante vivaci si riesce a creare un numero infinito di combinazioni. Però sono pure un’arma a doppio taglio e il loro uso inadeguato può dar luogo a composizioni senza gusto. Come nella musica, così con le piante perenne tutto è in funzione della capacità e del talento artistico del compositore.

Arrivati a questo punto, bisogna chiarire che l’uso delle P.P. nei giardino del giorno d’oggi, non è una moda, come fu quella, quasi fanatica, dell’uso delle piante grasse o del cedro blu, ma una necessità corrispondente a circostanze complesse, che vanno dalle ridotte dimensioni del giardino d’oggi al desiderio di pretendere nuove sensazioni dalle piante e dai fiori, circostanze di cui non possiamo non tener conto.

Dobbiamo pensare che un materiale tanto vario, tanto abbondante, tanto inesauribile ci sia arrivato provvidenzialmente, mentre lottiamo per risolvere difficile problemi, come, per esempio, mettere d’accordo lo spazio ristretto del giardino con il potenziale volume delle piante. La ristrettezza dello spazio non si scontra più, come prima, contro i nostri desideri. Nuove vittorie senza limite contro la natura.

Montevideo, sabato 2 agosto 1952

EL USO DE LAS PLANTAS HERBACEAS PERENNES EN LA ARQUITECTURA MODERNA DE LOS JARDINES.  (II)

Establecido lo que manifestamos en nuestro número anterior, podríamos empezar hoy nuestra exposición diciendo que las P.P. tuvieron su lugar y aplicación ya en la edad media, como plantas aromáticas y medicinales y en ese sentido fueron cultivadas. Sólo cientos y cientos de años mas tarde nuestros abuelos encontraron que la floración y el perfume, la forma y la estatura de esas plantas eran bastante interesantes. Desde los jardines medievales fueron introducidas  en el jardín barroco y paisajista. Las formas fruticosas y arbustivas fueron usadas en el jardín barroco, especialmente en bidones, tarros, tinajas, etc.

En los últimos decenios las P.P., crecidas en número, género, especie y variedad, llegaron a ser, después de un largo olvido uno de los elementos más esenciales del nuevo jardín.

Ellas corresponden en tan alta medida a la sensibilidad de hoy, que han asumido un papel determinante en la nueva concepción del jardín. Se había creado también este otro peligro: la P.P. de flor tomó una influencia tan predominante sobre la construcción de conjunto del jardín, que la proporción entre la importancia del material y la concepción del ambiente pudo inclinarse a favor de un sólo factor de la  construcción.

La P.P. nos ha traído algo de importancia incalculable: ha despertado el interés y la pasión del dueño por la planta y, por consiguiente, por el jardín.

Nosotros estamos todavía en la infancia del uso de las P.P., las cuales con las variedades de sus formas, más especialmente de sus colores, por la diversidad de la época de sus floraciones que permite en manera especial dar una tonalidad a nuestros jardines, hacen aumentar sin fin, para los constructores de jardines, las posibilidades de expresión, poniendo en la mano del proyectista un material de construcción tan variado que puede satisfacer las exigencias mas delicadas.

Aun en los jardines  más chicos se pueden conseguir con las P.P. buenos resultados. El ciclo de vida de éstas, que dura años, y su fuerte arraigamiento en el jardín, le otorgan ese sentido indefinido, natural, que las demás plantas de maceta y de floración estacional continuamente mudadas, jamás podrían lograr.

Como con las siete notas fundamentales y relativas alteraciones, el músico puede crear un número infinito de composiciones, con las plantas vivaces es prácticamente infinito el número de combinaciones que se pueden realizar. Pero tampoco son un arma de doble filo, y su uso inadecuado puede originar composiciones absolutamente sin gusto. Como en la música, también en las P.P. todo está en función de la capacidad y del talento artístico del compositor.

Llegados a este punto, debemos aclarar  que el uso de las P.P. en los jardines de la época actual no es una moda, como fue aquella, casi fanática, de las plantas grasas (tunas), o del cedro azul, sino una necesidad correspondiente a complejas circunstancias, que no podemos no tomar en cuenta.

Tenemos que pensar que un material tan variado, tan abundante, tan inagotable, nos haya llegado providencialmente, mientras luchábamos por resolver difíciles problemas como, por ejemplo, poner de acuerdo la dimensión reducida del jardín con el potencial volumen de las plantas. La angostura del espacio no choca más, como antes, en contra de nuestros deseos. Nuevas victorias sin límite sobre la naturaleza.      

        

Ferrante Gorian,  2 de agosto de 1952

 

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